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Contro la disumanizzazione, praticare le con/cittadinanze
Manifesto per una scuola e una società che costruiscono comunità

Le parole con cui si parla di migrazioni e di scuola non sono neutre. Da tempo l'immagine dello straniero come minaccia viene costruita e usata per alimentare paure, mentre i dati raccontano un'altra storia: nessuna invasione, una società già plurale e un mondo del lavoro che ha bisogno di lavoratrici e lavoratori immigrati.

Il Manifesto nasce per rispondere a questa deriva a partire dalla scuola, luogo in cui le comunità si costruiscono ogni giorno. Denuncia una concezione dell'integrazione ridotta ad assimilazione, richiama le Indicazioni nazionali del 2025 e la debolezza dell'educazione interculturale, e chiede di sostenere i CPIA, oggi sottodimensionati e con liste d'attesa chilometriche. Rimette al centro i numeri: il 66% degli studenti con cittadinanza non italiana è nato in Italia, e meno del 4% delle scuole ha oltre il 40% di alunni non italiani. Chiamare «stranieri» bambine e bambini nati e cresciuti qui, e costruire tetti e soglie su quell'etichetta, è una scelta politica che produce discriminazione.

Il testo si chiude con un impegno condiviso: difendere l'autonomia delle scuole e la libertà di insegnamento, monitorare i dati e fare fact checking, ascoltare le esperienze dei territori, aggiornare l'idea stessa di intercultura e costruire reti di comunità aperte.

Leggi il Manifesto, sottoscrivi la petizione e aiutaci a diffonderlo nelle scuole e nei territori.

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