Una delle specie più caratteristiche del nostro mare è indubbiamente la posidonia (Posidonia oceanica) pianta marina che vive solo nel Mediterraneo, le cui praterie con una superficie di oltre 37.000 kmq, costituiscono uno degli ecosistemi più importanti del nostro mare. Non è un’alga, ma una pianta superiore del tutto simile a quelle terrestri, dotata quindi di fusto, foglie e radici, ma che si è adattata a vivere sul fondo del mare.  Le foglie sono a forma di nastro, larghe circa 1 cm e lunghe fino a 1 metro. Il rizoma della pianta, un fusto modificato da cui partono le radici, può crescere sia verticalmente che orizzontalmente creando una struttura compatta che con il trascorrere degli anni e dei secoli  può provocare un innalzamento del fondo marino con le piante nuove che crescono sulle terrazze formate da quelle morte. La riproduzione può avvenire sia tramite le talee o la formazione di nuove piantine dai rizomi, che attraverso i fiori e i frutti, detti olive di mare, che sono comunque piuttosto rari da osservare.

La posidonia cresce da circa un metro sotto il pelo dell’acqua sino ad arrivare a 35 – 40 metri di profondità nel caso le acque siano particolarmente limpide, e come dicevamo può formare, se non viene distrutta dall’azione dell’uomo,  vaste praterie.
La prateria di posidonia costituisce un ambiente di straordinaria importanza per il Mediterraneo, essa infatti difende le coste dall'erosione e l’accumulo di foglie morte sulle spiagge durante l’inverno protegge la sabbia dalle mareggiate; inoltre, rappresenta un fondamentale rifugio per i piccoli delle specie ittiche più importanti per il mondo della pesca, oltre a costituire un ambiente, grazie anche al grandissimo numero di specie che ospita, tra i più estesi e produttivi del Mediterraneo. La posidonia produce grandi quantità di ossigeno e intrappola grandi quantità di anidride carbonica, contribuendo, insieme al fitoplancton e agli altri vegetali marini, a combattere l’effetto serra.