Nei lunghi tratti di costa pianeggiante, alle spalle delle dune sabbiose si formano con una certa frequenza lagune, laghi e stagni costieri. Sono ambienti umidi di straordinaria importanza, in cui la vita è fortemente condizionata dalla presenza del sale che può essere più o meno abbondante. Potremo quindi trovare laghi di acqua praticamente dolce e specchi d’acqua invece salatissimi, dove pochi organismi riescono a vivere.
Questi specchi d’acqua costituiscono ambienti ricchissimi di vita, sia vegetale che animale.
La vegetazione varia ovviamente a seconda delle caratteristiche dei suoli circostanti e di quanto l’acqua sia salata.

Potremo dunque avere lungo le rive piante come lo statice, la suaeda marina o la salicornia che, come è facile intuire dal suo stesso nome, è amante delle acque molto salate; oppure una fitta distesa di canneti, carici, giunchi, tife, felci palustri, con una vegetazione sommersa che sfuma da alghe tipicamente marine come l’ulva, detta anche lattuga di mare, fino ad arrivare alla vegetazione tipica dei laghi di acqua dolce.
Il canneto può essere presente sia nelle paludi d’acqua dolce che negli stagni, nelle lagune e nei laghi salmastri, perché esistono specie tolleranti al sale.
Questi ambienti, che un tempo venivano considerati plaghe desolate infestate dalla malaria da bonificare e prosciugare, ospitano in realtà moltissimi pesci,  tanto che ai nostri giorni sono diventati luoghi molto importanti per il loro allevamento. Tra le diverse specie presenti spiccano le orate, le spigole o i cefali, che sono in grado di vivere indifferentemente sia in mare che in acqua dolce. I cefali a primavera entrano in gran numero nelle lagune e nei laghi comunicanti con il mare per poi uscirne in autunno, prima degli accoppiamenti invernali. Anche le anguille rientrano a buon diritto tra la fauna tipica di questi luoghi. Pesci dal corpo serpentiforme e dalla straordinaria capacità di resistenza fuori dall’acqua (respirano oltre che con le branchie anche attraverso la pelle umida), nascono in mare aperto dove le larve dalla tipica forma a foglia compiono i vari stadi della loro metamorfosi; a tre anni di età risalgono i fiumi e i corsi d’acqua, insediandosi anche nei laghi sia salmastri che di acqua dolce. Le anguille mediterranee nascono in pieno Oceano Atlantico, nel Mar dei Sargassi, penetrano attraverso Gibilterra, allungando il loro viaggio di un anno rispetto alle anguille nord europee.
Per raggiungere la loro destinazione compiono un viaggio incredibile; durante la migrazione, che sembra sia guidata dall’olfatto e che le conduce a specchi d’acqua dove risiedono già anguille adulte, sono addirittura in grado di uscire fuori dall’acqua, strisciando come serpenti durante la notte sul terreno molto umido, per raggiungere stagni o laghetti isolati. I maschi trascorrono in questi luoghi dai 10 ai 12 anni mentre le femmine, molto più grandi, dai 10 ai 18 anni per poi migrare di nuovo in mare aperto per riprodursi, sempre nel Mar dei Sargassi. Alcuni esemplari, invece, trascorrono tutto il resto della loro vita nelle acque dolci e finiscono con il raggiungere dimensioni veramente considerevoli: le femmine possono superare 1,5 m di lunghezza e i 5 kg di peso. La vita di questi esemplari può essere molto lunga e si conoscono casi di anguille allevate in acquario o in piccoli stagni vissute oltre 80 anni! Tra gli altri vertebrati troviamo rane e raganelle, oltre alla bellissima biscia d’acqua e alle tartarughe palustri, mentre numerosi mammiferi frequentano le rive, alcuni tipici come il toporagno acquaiolo, altri presenti anche nella macchia circostante. Una nuova specie da qualche tempo popola le acque di fiumi, laghi e lagune italiane. Parliamo della nutria o castorino americano, grosso roditore originario del Sud America dall’aspetto simile a un gigantesco ratto, con la lunga coda scagliosa. Parecchi esemplari, fuggiti dagli allevamenti (o liberati volontariamente) hanno finito con il colonizzare molti corsi e specchi d’acqua. Altre specie esotiche arrivate nel nostro Paese sono il topo muschiato e il visone. Anche i ratti ovviamente frequentano le rive degli specchi d’acqua costieri, con una particolarità: vicino all’acqua, invece di fare il nido scavando gallerie nel terreno, costruiscono sui rami degli alberi più grandi dei complessi nidi di foglie dalla forma più o meno sferica. Ma lo spettacolo realmente straordinario è quello offerto dagli uccelli acquatici, a partire dal grande, elegante fenicottero rosa. Negli stagni salmastri della Sardegna nidifica ormai dal 1994; forma grandi stormi di centinaia di individui che si nutrono di piccoli crostacei chiamati artemie saline che vivono anche in specchi d’acqua molto salati, che filtrano con il loro particolarissimo becco. Gli aironi (il grigio, il rosso, la garzetta e il tarabuso), germani reali, folaghe, tuffetti, svassi, porciglioni, cormorani, cavalieri d’Italia, martin pescatori, il falco di palude, trasformano questi luoghi in autentici paradisi per i bird-watchers di ogni età, purché forniti di binocolo, macchina fotografica e un buon manuale di identificazione.