Racchiuso tra tre continenti, circondato da oltre 46.000 km di coste, isole  comprese,  il Mar Mediterraneo è il più grande bacino semichiuso del mondo, e per questo motivo è caratterizzato da uno scarso ricambio delle sue acque che hanno un tempo di rinnovamento di circa 100 anni per le acque superficiali, ma che sale a 7.000 anni se si prende in esame l’intero volume d’acqua in esso contenuto. Questo vuol dire che le sostanze inquinanti che noi gettiamo in mare rimarranno nel Mediterraneo per centinaia e centinaia di anni.
Il Mar Mediterraneo è un mare ricco di ossigeno e povero di sostanze nutritive, con una temperatura media annuale di circa 15°C nel bacino occidentale e di 21°C in quello orientale; è un mare piuttosto salato, perché l’acqua dolce che arriva dai fiumi che vi sboccano è minore di quella che evapora; il suo livello rimane costante solo perché l’evaporazione viene compensata dall’acqua che entra attraverso lo stretto di Gibilterra, proveniente dall’Oceano Atlantico.

Le correnti marine svolgono un ruolo fondamentale per il Mediterraneo sia perché regolano la temperatura delle acque in superficie e in profondità, sia perché trasportano le sostanze nutritive e uova, larve e avannotti, permettendo loro di colonizzare nuovi territori.
Le correnti mediterranee possono distinguersi in correnti superficiali, corrente intermedia e corrente profonda. Le correnti superficiali traggono origine dal flusso d’acqua che penetra dall’Atlantico attraverso lo stretto di Gibilterra: l’acqua proveniente dall’oceano è più fredda e meno salata di quella presente nel bacino e rimane pertanto sulla superficie lambendo le coste nordafricane e generando la corrente algerina che a sua volta si biforca in diverse altre correnti.
La corrente intermedia viaggia nello strato di acqua compreso tra i 200 e i 600 metri di profondità e si forma nel Mar di Levante, la porzione di Mediterraneo dalle acque più salate; l’origine di questa corrente ricorda un po’ l’effetto di una saponetta bagnata stretta nella mano. D’inverno con il calo della temperatura dello strato d’acqua superficiale, questa diventa più densa e comprime lo strato d’acqua inferiore che viene spinto via originando la corrente intermedia, che ha un andamento in direzione opposta a quella delle correnti superficiali, ed è divisa in un ramo principale che percorre l’intero Mediterraneo e due rami secondari: uno che attraversa il golfo della Sirte e uno che attraverso lo Ionio giunge quasi fino a Trieste per poi ridiscendere attraversando nuovamente lo stretto di Otranto. Le correnti di profondità interessano solo due aree del Mediterraneo -il bacino ligure provenzale e il Mar Ionio- e sono originate in inverno dal rapido raffreddamento delle acque superficiali provocato dal vento. Le acque più fredde e pesanti diventano più dense e sprofondano sino a grande profondità, generando la risalita delle acque profonde ricche di nutrienti. È proprio a causa di questo fenomeno generato dal gelido mistral che soffia in inverno nel golfo del Leone, che la popolazione di cetacei nel Mar Ligure è così abbondante: le correnti di risalita sono ricchissime di nutrienti che richiamano una grande quantità di krill, piccoli crostacei che costituiscono un eccellente cibo per le grandi balenottere.
Il Mediterraneo è un mare ricchissimo di biodiversità che contiene ben il 7% di tutte le specie marine conosciute al mondo. Sono presenti 580 specie di pesci, 21 di mammiferi marini, 48 squali, 36 razze e 5 tartarughe, oltre a 1.289 specie vegetali marine.