Negli ultimi anni il clima sul nostro pianeta sta cambiando velocemente e nel Mediterraneo questo mutamento sembra avvenire più rapidamente che nel resto del mondo, provocando gravi conseguenze per la salute del nostro mare.
Ma cosa significa che il clima sta cambiando? La questione non è affatto semplice da spiegare, anche perché spesso si crea confusione tra clima e tempo meteorologico.
La differenza è che quando parliamo di tempo meteorologico intendiamo le condizioni del tempo che possiamo osservare in un preciso momento o comunque quelle che possiamo attenderci nell’arco di pochi giorni.
Il clima si misura invece nell’arco di anni e riguarda le condizioni del tempo che normalmente ci si aspetta di trovare in un determinato luogo, anno dopo anno, stagione dopo stagione.
Le informazioni sul clima ci possono far capire pertanto che tempo farà nel corso di un anno qualsiasi in un luogo qualsiasi, come si susseguiranno le stagioni nelle nostre zone, quando giungeranno i monsoni nelle zone tropicali, quando possiamo attenderci che piova o che nevichi, sapere quale è la temperatura media di un certo Paese, se le temperature estive o invernali sono calde o fredde e che livelli possono raggiungere.
Le osservazioni accumulate in tanti anni di lavoro dai meteorologi ci dicono, per esempio, che se consideriamo il clima dell’Alaska la temperatura invernale raggiunge i 40 gradi sotto zero, ma che se prendiamo in esame il clima della costa del Kenya, 40 gradi sotto zero potremmo trovarli solo in un congelatore!!
E ci fanno dire anche che è estremamente improbabile che ci possa essere una nevicata il 15 agosto a Palermo o che possano crescere le palme a Oslo.
Per poter definire il clima di una determinata area si devono prendere in considerazione osservazioni condotte nell’arco di un trentennio o più; è per questo motivo che non ha in realtà molto senso dire che, siccome questo inverno è stato freddo e piovoso, allora il riscaldamento globale non esiste oppure che se l’estate è particolarmente calda allora sicuramente l’effetto serra sta avanzando a grandi passi.
Bisogna tenere conto, infatti, che gli anni e le stagioni non si succedono mai uguali a se stessi e che avremo sempre inverni più o meno freddi o estati più o meno piovose. Quello che in realtà conta è capire la tendenza con cui certi fenomeni avvengono, comprendere cioè se nell’arco degli ultimi dieci anni del novecento, la temperatura media è la stessa dei dieci anni precedenti o di quella rilevata negli anni ’70.
Grazie allo studio sulle variazioni del clima nel corso degli anni, gli scienziati si sono resi conto che il nostro pianeta sta cambiando e sta divenendo sempre più caldo, al di là del fatto che una singola estate o un singolo inverno siano magari più freddi del solito. Negli ultimi tempi, poi, sono preoccupati del fatto che questi cambiamenti stanno avvenendo molto più velocemente di quanto si era immaginato o percepito, forse troppo velocemente per consentirci di adattarci al mutamento.
È un fatto straordinario che la temperatura della terra cambi? Assolutamente no. Se solo si pensa che una volta la superficie della terra tremava sotto i passi dei colossali dinosauri o che quarantamila anni fa mammut e rinoceronti lanosi vivevano nel nostro Paese, si capisce che sarebbe sbagliato pensare al nostro pianeta come a un mondo sempre uguale e immutabile.
La Terra ha più di quattro miliardi e mezzo di anni e da quasi 3 miliardi e mezzo di anni milioni di specie sono apparse sul nostro pianeta e milioni di altre specie si sono estinte nel corso delle ere.
Anche il clima da questo punto di vista non fa eccezione, subendo, nel corso di milioni e milioni di anni, grandi cambiamenti e la Terra di volta in volta si è ricoperta di ghiaccio o trasformata in una specie di gigantesca serra tropicale, come nell’epoca dei dinosauri.
Il problema è che adesso questo mutamento sta avvenendo troppo velocemente. Negli ultimi cento anni la temperatura media superficiale dell’aria è aumentata di 0,6 gradi centigradi a livello mondiale e di quasi un grado nel nostro continente. Può sembrare una variazione minima, anche perché in genere la differenza di un grado in più o in meno non sappiamo avvertirla senza guardare il termometro, ma dal punto di vista del clima, invece, l’aumento di un grado della temperatura media annuale di differenza ne fa eccome!!
Secondo molti scienziati, il XX secolo è stato il più caldo da quando si registrano le temperature, mentre gli anni ’90 hanno il poco piacevole record di essere stati il decennio più caldo degli ultimi 1000 anni. Un record, però, che rischia di durare molto poco visto che secondo la NASA quattro dei cinque anni più caldi mai registrati (il 2005, il 2002, il 2003 ed il 2004) sono capitati nel nostro decennio!
Gli scienziati delle nazioni unite sono omai convinti che stiamo vivendo una fase di surriscaldamento del nostro pianeta, la cui responsabilità è da attribuire all’azione umana. Secondo gli studiosi, infatti, la causa principale dell’aumento delle temperature è l’effetto serra, causato dall’aumento in atmosfera dei cosiddetti gas serra, come l’anidride carbonica o il metano, che vengono prodotti dalle attività umane, dall’utilizzo di combustibili come il carbone ed il petrolio e dalla distruzione delle foreste.
L’effetto serra è lo stesso fenomeno che si verifica all’interno delle serre utilizzate per la coltivazione, dove attraverso l’impiego di coperture trasparenti si ottiene senza altre forme di riscaldamento un calore decisamente superiore a quello dell’ambiente circostante. Questo fenomeno avviene perché le coperture trasparenti impediscono che il calore del sole venga disperso nell’ambiente.
I gas serra come l’anidride carbonica presenti nell’atmosfera svolgono la stessa funzione delle pareti trasparenti delle serre lasciando passare la luce che entra nell’atmosfera, trattenendo il calore senza permetterne la dispersione e provocando perciò un aumento della temperatura.
L’effetto serra non è un fenomeno di per sé negativo, anzi è proprio grazie ad esso che può esistere la vita sul nostro pianeta. Senza di esso, infatti, la temperatura media del nostro pianeta sarebbe molto più bassa, addirittura di 18 gradi sotto zero mentre attualmente è di 15 gradi.
Le attività umane stanno dunque aggiungendo in atmosfera grandi quantità di quei gas che contribuiscono a generare l’effetto serra. Enormi porzioni di foreste tropicali subiscono ogni anno ingenti danni: dal taglio dei tantissimi alberi dal legno pregiato o dai roghi provocati per fare spazio a pascoli o a coltivazioni intensive. Vengono in tal modo liberate grandi quantità di anidride carbonica che i tronchi avevano intrappolato nel corso della loro vita, spesso lunga secoli. Quantità ancora più grandi di anidride carbonica racchiuse sotto terra nei giacimenti di carbone e di petrolio, vengono liberate e immesse nell’atmosfera dai motori delle nostre auto, delle navi e delle centrali per la produzione di energia elettrica.
Dagli inizi del 1800 ad oggi, ma soprattutto in quest’ultimo mezzo secolo, la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera è aumentata continuamente. Solo dal 1970 ad oggi, negli ultimi 40 anni cioè, le emissioni di gas serra dovute all’azione dell’uomo sono aumentate del 70%.
Questo significa che nell’atmosfera resta intrappolata una maggiore quantità di calore e ciò rende più veloce il processo naturale, contribuendo al surriscaldamento del pianeta e generando quello che gli scienziati definiscono un effetto serra accelerato.
E gli effetti sono tragici. Le calotte polari hanno cominciato a sciogliersi, l’area del Polo nord ricoperta dai ghiacci si sta ritirando mentre lo spessore dei ghiacci della banchisa polare, che galleggia sulle acque dell’Oceano Artico si è dimezzato.
Anche le banchise dell’Antartide sono divenute più instabili, mentre i ghiacciai delle Alpi si ritirano e il livello dei mari si innalza. Nel corso dell’ultimo secolo, il livello dei mari si è alzato di 12-22 cm, ma le proiezioni ci dicono che dobbiamo aspettarci una crescita ancora più rapida, che esporrà grandi città costiere come Miami, Rotterdam, Bangkok e la nostra magnifica Venezia al rischio di sommersione.
Gli eventi atmosferici diventano più violenti. Negli ultimi dieci anni si sono verificate in tutto il mondo catastrofi naturali tre volte più numerose di quanto accadeva negli anni 60, con uragani, ondate di calore, alluvioni, siccità e incendi devastanti, come quelli che si sono verificati in California e in Australia.
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