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Corso di Formazione

Pensare i legami

Per una progettazione di percorsi educativi che esplorino e mettano in valore i nessi tra sé, polis, territorio ed educazione

PRACATINAT 24-28 AGOSTO 2009
Fenestrelle (TO)

A chi è rivolto

Il corso si rivolge a educatori operanti in contesti organizzativi diversi (associazioni, cooperative, istituzioni, centri di educazione ambientale, laboratori territoriali, parchi), insegnanti di ogni ordine e grado, funzionari di Enti Pubblici che si occupano di Educazione Ambientale,  di sistemi educativi, di politiche giovanili, di politiche ambientali o di altre politiche in cui ha un ruolo la dimensione educativa, quadri di associazioni, amministratori pubblici.

Le ragioni di una proposta e l’impostazione del corso

Legambiente Scuola e Formazione e Pracatinat “Laboratorio per una società sostenibile” S.c.p.a.   intendono continuare l’esplorazione di un’idea di sostenibilità intesa come "prendersi cura di beni comuni"  e di educazione intesa come essenziale ed ineliminabile dimensione di quella ricerca di sostenibilità.

Un approccio  quanto mai attuale e utile in un momento di grandi trasformazioni che investono sia i territori che le agenzie educative. La scuola, in particolare, è in questi anni coinvolta in profondi  processi di trasformazione: contrazione del tempo scuola, impossibilità di lavorare in compresenza, riduzione del tempo dedicabile alla progettazione educativa collegiale, rischio di riduzione dei processi di insegnamento/apprendimento a nozionismo, rischio di ridurre la valutazione, intesa come essenziale funzione di riflessione sui  processi, all’attribuzione di voti, aumento del rapporto insegnanti/allievi, ecc. ....

In questo contesto è ancora possibile pensare ad una scuola capace di formare “teste ben fatte e non teste piene”? Di promuovere competenze trasversali e cittadinanza attiva?

Ha ancora senso parlare di educazione ambientale ovvero di tutti quei percorsi che fanno della ricerca di sostenibilità ed educativa, dell’esplorazione della complessità, il proprio terreno di elezione?

Inoltre sono all’ordine del giorno questioni come la regionalizzazione dei sistemi scolastici e lo sviluppo del rapporto tra scuole dell’autonomia e territori, che, accanto a molte criticità, propongono interessanti spazi di riflessione, di ricerca e di innovazione.

Ci sembra in questo senso centrale l’idea di un patto educativo forte e reale tra territorio e agenzie educative, in primis la scuola.

Un approccio che connette l’educazione alla cura e sviluppo del bene comune e dei beni comuni ci aiuta a  vedere connessioni tra cose che in genere sono tenute separate: i problemi ambientali con i problemi sociali, i territori locali con quelli più vasti,  la dimensione individuale (essere genitori, cittadini, lavoratori, amministratori, tecnici, ecc. …) con la dimensione collettiva ed istituzionale; l’essere cittadini con l’essere educatori e insegnanti, ci aiuta a vedere le interconnessioni tra politiche, settori, progettualità.  Ci aiuta, inoltre,  a tenere insieme pensare, parlare e fare.

Se oggi parliamo di beni comuni è forse perché crediamo necessario trovare un modo di mettere in sintonia, di armonizzare la dimensione individuale e quella collettiva: le rappresentazioni dei diversi attori e le visioni collettive;  ciò che ciascuno fa nella vita quotidiana nelle sue vesti di genitori/coniugi/figli, lavoratori, abitanti, automobilisti, turisti, amministratori, imprenditori, ecc., con quanto fanno le istituzioni e con le dinamiche generali.

E' forse allora  occupandosi di costruire e mantenere insieme tanti beni comuni, che si potrà riscoprire, da un lato,  il senso della polis, del vivere sociale, e costruire pian piano ogni giorno una sostenibilità "sufficientemente buona" così come il senso di essere cittadini e di fare educazione all’interno dei agenzie educative diverse (scuola, CEA, ecc. ...).  

Nell’edizione 2009 del corso si intende partire dai problemi che i partecipanti avvertono nei propri contesti di lavoro per mettere a fuoco le caratteristiche che può/deve assumere la progettualità educativa quando si intende integrarla strettamente ai processi ed ai tentativi di fare sostenibilità che i territori mettono in atto. Ci sembra interessante porre attenzione ad una dimensione di riflessione più personale, su di sé ed il modo di ciascuno di vivere e di pensare il proprio lavoro - ma anche più in generale il rapporto con i contesti socio-ambientali in cui ciascuno vive  - con  i  processi  che attraversano i sistemi sociali locali.

Essenziale in questa direzione  - ed è questo l’obiettivo del Corso - è  promuovere una riflessione che tenga unita la dimensione personale, l’essere cittadini sia nella comunità locale sia nell’ambiente di lavoro, e  l’essere professionisti dell’educazione che insieme ad altri in un contesto organizzativo con limiti e potenzialità riesce a dar vita a progetti e percorsi educativi significativi.

Si partirà  dalle proprie esperienze, dai problemi che ciascuno percepisce  per poi esplorare e definire  strumenti spendibili nella pratica professionale. La domanda che ci guiderà lungo tutta la settimana è: come si modificano i nostri progetti educativi  (ed il nostro fare educativo e le nostre organizzazioni) se vengono pensati come parti di più ampi processi territoriali; processi  in cui una pluralità di soggetti lavorano insieme per prendersi cura di beni comuni e svilupparli? Se vengono pensati nell’ottica di un Patto formativo locale? Qui vale la riflessione sull’esperienza,  dotarsi di strumenti di lettura dei processi, siano essi territoriali e/o educativi, di azione nei contesti intermedi (ad esempio l’ambiente e l’organizzazione scolastici), la capacità di modellizzare, la capacità di disegnare progetti educativi complessi.  La capacità di tenere insieme un quadro di riferimento ampio ed azioni particolari nei propri contesti di vita e lavoro.

ARTICOLAZIONI TEMATICHE

Tra i tanti possibili si esplorerà questi  focus:   è possibile oggi lavorare con gli altri, unire lo sviluppo di sé e la dimensione collettiva? Ha senso porsi questa domanda e questo obiettivo? Quali legami uniscono i singoli ovvero la dimensione, privata, intima, personale alla dimensione sociale della “polis”? La cura del bene comune (e di tanti beni comuni) può essere il terreno in cui ricucire tessuti sociali sfilacciati e poter tentare concretamente  e con efficacia di fare sostenibilità? Quale ruolo educativo hanno gli ambienti in cui si lavora (climi organizzativi, qualità ecologica e sociale degli spazi e delle strutture, ecc. ...)? Quale cura va posta nel costruire ambienti educativamente significativi?

E’ possibile una progettualità personale e collettiva che superi la condizione di vivere “passioni tristi”?

METODOLOGIA

L’esplorazione di queste  questioni verrà condotta in modo da far emergere vissuti e storie personali; si sperimenteranno modi di pensare che si avvalgono di percezioni e sentimenti, al centro vi sarà lo sviluppo di un dialogo che punti ad una “sintonia delle menti”. La metodologia prevede attività nei contesti naturali, narrazioni, esperienze coinvolgenti punteggiate da dialoghi e racconti, conversazioni.  Si tratta di attivare esperienze nel loro intreccio di affettività e cognizione.

In orario serale vi saranno momenti dedicati a ri-pensare quanto fatto durante la giornata tematizzando l’esperienza intorno ad alcuni nuclei: l’ascolto;  cos’è un problema e quali problemi vediamo in modo condiviso; la possibilità di dar vita a spazi di democrazia partecipativa lavorando su beni comuni.  

I corsisti verranno, inoltre,  invitati ad entrare nel merito di progetti educativi complessi, utilizzandoli come “caso” e come contesto di esercitazione, in cui rispecchiare problemi vissuti nel progettare interventi educativi all’interno delle proprie organizzazioni ed in relazione a territori diversi. Si potrà così arrivare a delineare progettualità relative al proprio contesto territoriale ed organizzativo di provenienza.

I progetti presi in considerazione, tratti dall’esperienza operativa di Pracatinat e di Legambiente, condivideranno la caratteristica di essere progetti educativi che pongono in dialogo una molteplicità di soggetti territoriali e la scuola intorno alla cura di beni comuni, facendosi carico di problemi territoriali significativi (il risparmio energetico, la convivenza ed i suoi conflitti, la promozione di salute).

Verranno messi a fuoco snodi rilevanti come: l’intreccio/integrazione tra territorio e percorsi educativi; un’idea di territorio inteso come soggetto attivo, che si pone il problema della propria complessiva qualità culturale, sociale  e materiale; le criticità che s’incontrano nel lavorare insieme e le condizioni per rendere  efficace questo lavoro; i criteri (minimi) per garantire qualità alla progettazione e ai percorsi educativi (protagonismo affettivo/cognitivo, operativo e sociale dei partecipanti siano essi bambini o adulti; costruzione dei “problemi” di cui ci si occupa;  non solo conoscere ma agire; attenzione e cura della dimensione affettiva e relazionale; ecc. ...); la costruzione di competenze, quelle che alcuni autori chiamano “qualità dinamiche” o “competenze traversali” e che pensiamo si debbano concepire come competenze-in-azione, che richiedono cioè contesti d’uso ed un continuo apprendere dall’esperienza per essere costruite; la cura dei contesti fisici e organizzativi come ambienti che attraverso le proprie caratteristiche e “regole” di per sé educano,  una valutazione che veda protagonisti tutti gli attori e che sia praticata come una funzione essenziale del processo educativo.

Dal punto di vista metodologico si proverà a progettare concretamente e, a partire  dalle analisi di casi, ripensare l’esperienza professionale pregressa e  mettere a punto riflessioni e strumenti metodologici.

L’organizzazione

Il corso, riservato ad un minimo di 20 iscritti, inizia il 24 agosto 2009 alle ore 14.30  e termina il 28 agosto alle ore 13,00. Si svolge presso il Laboratorio di Pracatinat (Loc. Prà Catinat, Fenestrelle, TO) e  prevede un’articolazione dei lavori dalle h 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 19.00.

Il costo del corso è di 440,00 € (420,00 € per i soci Legambiente) comprensivo di docenze, materiali di lavoro, 4 giorni di pensione completa in camera doppia o tripla con bagno (dalla cena del 24 al pranzo del 29 agosto; servizio ristorazione self service, bevande escluse; biancheria inclusa, cambio ogni 3 gg). Su prenotazione è possibile pernottare in camera singola, con supplemento di € 10,00 a notte. Qualora si preveda l’arrivo la mattina del 24 agosto e si intenda usufruire del pasto presso il Laboratorio, occorre prenotare e prevedere un costo aggiuntivo di € 15,00.

L’iscrizione deve essere effettuata entro il 22 luglio 2009 e richiede la compilazione delle schede di adesione A e B ed il versamento di un acconto pari a € 185,00. Tali documenti (schede e ricevuta di versamento dell’acconto), dovranno essere inviati via fax al numero 0121-83711.

L’acconto non verrà rimborsato in caso di disdetta da parte del partecipante. In accordo con l’organizzazione, l’acconto potrà però essere valutato come buono per la realizzazione di un soggiorno alberghiero a Pracatinat, a condizioni e in periodi da concordare.

Per informazioni:
Sara Bouchard, Segreteria organizzativa Area Educativa e Culturale di Pracatinat S.c.p.a., tel. 0121 884828, fax 0121 83711, e-mail s.bouchard@pracatinat.it, www.pracatinat.it

Direttore Corso: Maria Maranò, Legambiente Scuola e Formazione nazionale

Docente: Giovanni Borgarello, Responsabile Innovazione e ricerca di Pracatinat S.c.p.a.

Sono previsti interventi di esperti e studiosi che collaborano con Pracatinat e Legambiente

La formazione è riconosciutadal Ministero dell’Istruzione , dell’Università e della Ricerca, in quanto Legambiente scuola e formazione e Pracatinat S.c.p.a. sono entrambi accreditati per la formazione per il personale della Scuola.

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Legambiente Scuola e Formazione è ente qualificato per la formazione del personale scolastico (D.M.177/2000, art. 3-c.5, con decreto del 06/10/2005) - c.d.:97208870580